Passato qualche giorno, staccato l’enorme striscione con la scritta b.i.r.r.a., raccolti i tavoli, scomparsi i birrifici e rinfoltita la nostra emeroteca grazie alle tante riviste regalateci, proviamo a mettere in fila un po’ di cose emerse da questa seconda edizione a Bartleby. Sabato 21, abbiamo discusso del futuro, immaginandoci come il festival e le riviste possano andare avanti insieme e darsi, forse, una struttura, una rete.
Abbiamo proposto la creazione di un sito, quello dove ora scriviamo, che serva da strumento di connessione tra le diverse riviste indipendenti sul territorio nazionale (per ora) e internazionale (nelle ambizioni). Abbiamo pensato a cosa metterci dentro, a questo sito. L’idea di una mappatura convince tutti. Magari proprio a forma di mappa con le freccette nelle città e nelle campagne. Un primo passo per capire chi c’è e dove.
Si è discusso di creare una sezione emeroteca/download, dove sfogliare e scaricare i numeri delle riviste. E anche acquistarle, passo più complesso.
Per dare visibilità a tutti si è pensato ad una pagina con gli eventi, dove ogni rivista può inserire segnalazioni di presentazioni o festival.
Oltre a questo la nostra proposta è che il sito diventi anche uno strumento di narrazione e di inchiesta, dove le riviste non solo si raccontino, ma possano aprire discussioni, narrare esperienze e condividere con la rete idee e progetti. Questa è la parte più complessa, la vera posta in palio. Pensiamo inoltre che il sito possa servire a tutti per preparare al meglio la prossima edizione del festival, che vogliamo diventi un appuntamento fisso, con una forma sempre da migliorare, frutto di una discussione collettiva.
A questo pensiamo, convinti che il pubblico delle riviste esista, contenti del vedere esperienze nascere e consolidarsi anno dopo anno, con tutte le difficoltà che questo comporta.
Un’altra idea è quella di mettere il logo del B.I.R.R.A. in ogni numero delle riviste, come segno distintivo dell’appartenenza a questa rete, progetto, consorzio, che sa più di prosciutto di Parma.
C’è tanto lavoro da fare. Molto da capire ancora. Riviste molto eterogenee, esperienze diverse a confronto, con tutti i limiti e le ricchezze che questo comporta.
Al centro sta la passione e la voglia di continuare in questa che a volte sembra una lotta contro i mulini a vento. E la convinzione che le riviste siano un luogo ancora libero dove esprimersi e dare forma, o non darla, a quello che ci sta a cuore, dove poter decidere tempi, spazi e modi. Hai detto niente.
Bartleby
Si apra il dibattito!
ecco un primo post dalla rivista El Aleph: http://francotirature.blogspot.com/2011/05/la-diversita-del-birra.html
E su MilanoRomaTrani: http://milanoromatrani.wordpress.com/2011/05/27/b-i-r-r-a-e-la-rete-delle-riviste/

To beer or not to beer. Ooooh yeah.